Sotto i nostri piedi, invisibile, una fitta trama di filamenti intreccia reti silenziose che mettono in comunicazione alberi, radici, piante, permettendo lo scambio di nutrienti e informazioni nell’ecosistema naturale.
Così oggi, il Model Context Protocol (MCP) è il “micelio” che consente ai modelli di intelligenza artificiale generativa di uscire dal loro isolamento, connettendosi a fonti dati e servizi digitali come parte di un sistema vivo, interconnesso.
MCP è uno standard aperto, sviluppato da Anthropic e già adottato da realtà come Google, OpenAI e Microsoft, che promette di trasformare i modelli da generatori di testo a veri agenti intelligenti, capaci di interrogare database, consultare strumenti, interagire in tempo reale con l’ecosistema applicativo.
Nel nuovo numero di YUM, raccontiamo questa svolta culturale e tecnologica: dal ruolo dei protocolli nell’evoluzione della GenAI alle nuove architetture di sistema, fino agli scenari che si aprono in ambito operativo, strategico, organizzativo.
Come i miceli nel sottosuolo, MCP inaugura un nuovo tipo di connessione: più silenziosa, più profonda, ma destinata a cambiare tutto.
Buona lettura!
P.S. Se vi foste persi i primi sette numeri di YUM, li trovate qui: YUM – YUM #2 – YUM #3 – YUM#4 – YUM #5 – YUM #6 – YUM #7
